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Centrale nucleare dell'alto Lazio di Montalto di Castro


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All'inizio degli anni 70 erano presenti in Italia tre centrali elettronucleari: Trino Vercellese, Borgo Sabotino (Latina) e Garigliano. Nel 1971 è iniziata la costruzione della centrale di Caorso (PC). In seguito alla crisi energetica del 1973, l'ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) assieme al governo nazionale ha deciso di potenziare l'uso di energia nucleare: nel 1975 è stato approvato il primo Piano Energetico Nazionale con la previsione di dodici nuove centrali. A questo punto ha iniziato a formarsi nel Paese un movimento di opposizione popolare.

Il 26 giugno del ’74 il Presidente della Regione Lazio Santini ha approvato la localizzazione di una centrale elettronucleare nell’Alto Lazio, nella fascia costiera che comprende Montalto di Castro e altri undici Comuni. La stessa approvazione è arrivata dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e dalla legge 393 del 2 agosto 1975 [1]. Questa legge ha stabilito le procedure per localizzare nuove centrali e allo stesso tempo ha scelto un sito idoneo: una zona con doppia vocazione, agricola e turistica. Il rischio che l'economia di entrambi i settori subisse la presenza dell’impianto ha coagulato subito le proteste di agricoltori, operatori turistici, possidenti. Si è formato un Comitato antinucleare e sono nate le prime iniziative di protesta, tra cui il blocco della ferrovia tirrenica.

La prima manifestazione, chiamata la "Festa della vita", si è svolta il 20 marzo 1977, in località "Pian dei Gangani". Hanno partecipato 8,000 persone venute da tutta Italia: contadini (guidati da Pietro Blasi), attivisti politici e alcuni scienziati. Sono apparsi qui gli stemmi con il Sole che ride ed è nato il movimento ambientalista “di massa”.

Alle motivazioni di difesa del territorio e della salute degli abitanti di Montalto e degli ecologisti, si sono aggiunte quelle del movimento studentesco e giovanile del ’77, legate a una critica radicale a una società sempre più controllata e repressa dal potere politico ed economico e a un territorio militarizzato. Il movimento antinucleare a Montalto, come nel resto d’Italia, è stato costituito da studenti, associazioni e lavoratori (dai metalmeccanici ai professori universitari). Pochi i partiti politici.

La definitiva approvazione della centrale è arrivata alla fine del 1977 dalla Regione Lazio e poi dal Comune di Montalto di Castro, il 24 marzo 1978 (il Comune inizialmente si è opposto, poi il sindaco ha dato le dimissioni e il nuovo sindaco ha ceduto alle pressioni dell’ENEL).

Nel 1978 il governo ha varato il secondo PEN riducendo a sei le centrali da costruire (aumentandone però le potenze) compresa quella di Montalto. Alcuni scienziati hanno fondato il “Comitato nazionale per il controllo delle scelte energetiche”, che ha convocato il 9 maggio 1978 un’altra manifestazione a Pian dei Gangani e ha poi supportato l'azione dei comitati locali, proponendo un modello alternativo, basato sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili. Gli ambientalisti hanno smascherato l'inganno del sovradimensionamento della domanda di energia per giustificare i piani faraonici di offerta della stessa.

Polizia e carabinieri, ma anche i grandi media, si sono mobilitati per l’occasione. Diversi blocchi stradali di decine di poliziotti con mitra spianato hanno perquisito quasi ogni macchina. Tuttavia è stata una manifestazione tranquilla.

I lavori della centrale sono iniziati nel 1979 e sono proseguiti a rilento grazie alle proteste e alle iniziative giuridiche del movimento in lotta. Nel 19 maggio 1979, in seguito all'incidente nella centrale di Three Miles Island, c'è stata a Roma la più grande manifestazione ambientalista mai fatta fino allora: 40,000 persone, coordinate dal Comitato nazionale, hanno gridato il loro no al nucleare.

Nel 1981 il terzo PEN ha ridotto a quattro in numero di nuove centrali, compresa quella di Montalto. Il Comitato nazionale ha continuato in questo periodo una intensa mobilitazione in tutta Italia, basata su assemblee, pubblicazioni campagne di informazione che hanno diffuso ovunque il conflitto sociale.

Il grande cantiere e le proteste collegate sono andati avanti, finché nel 1986 è esploso il reattore della centrale di Chernobyl. Legambiente, associazione nata nel 1980 dall’incontro di scienziati appartenenti al movimento antinuclearista, ha coordinato il 10 ottobre 1986 il blocco di tutte le centrali italiane. In molte altre mobilitazioni, nate spontaneamente in questi mesi, ci sono stati scontri con le forze dell'ordine e numerosi arresti. A Roma hanno sfilato pacificamente 200,000 persone in corteo, molte delle quali dietro gli striscioni di Legambiente e assieme a un nuovo soggetto istituzionale: il Partito dei Verdi.

Il nuovo Partito ha svolto un ruolo fondamentale nella lotta antinuclearista sia fuori dal Parlamento, bloccando il cantiere di Montalto di Castro per tre volte nel 1987, sia dentro, soprattutto dopo il referendum dell'8-9 novembre 1987. In questa occasione l'80% della popolazione italiana si è espresso contro la produzione di energia atomica attraverso la fissione nucleare. Tuttavia il governo ha tentato di mantenere attivi sia le centrali che i cantieri allora in corso. La centrale di Montalto, voluta a questo punto anche dall’AIEA (Associazione Internazionale per l’Energia Atomica), fu scongiurata grazie alla pressione politica esercitata dai deputati del Partito dei Verdi.

Il 21 aprile 1988 il governo De Mita ha deciso la riconversione in centrale convenzionale (a idrocarburi). La riconversione è poi diventata legge nel 1989 [2][3]. Il tributo di sangue operaio in incidenti sul lavoro nel cantiere è stato di tre morti e 400 feriti.

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translation missing: en.models.conflict.attributes.nameCentrale nucleare dell'alto Lazio di Montalto di Castro
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Elettricità
Cemento

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translation missing: en.models.conflict.attributes.project_detailsIl progetto prevedeva due reattori da 982 MW di potenza elettrica netta ciascuno, a uranio leggermente arricchito, moderati ad acqua leggera e raffreddati secondo lo schema ad acqua bollente (BWR). La sua costruzione iniziò nel Febbraio del 1979.

Si è sviluppato un cantiere enorme che ha impegnato 6,000 operai, molti dei quali reclutati al nord Italia.

Il sindaco di Montalto di Castro, spinto dalle proteste, ha chiesto lo stop ai lavori della centrale, confermato dal TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio nel luglio 1980. L’ENEL ha effettuato quindi ricorso al Consiglio di Stato, che ha stabilito una sospensione dei lavori per accertamenti sulla stabilità geologica del sito. Successivamente la costruzione della centrale di Montalto è ricominciata. In seguito al referendum dell'8-9 novembre 1987, il CIPE ha deliberato la (ri)sospensione delle attività di costruzione, poi bloccate definitivamente dal governo con la riconversione del sito in una centrale termoelettrica [2][3].

I grandi edifici costruiti sono purtroppo ancora in piedi e disturbano fortemente il paesaggio, assieme alla centrale termoelettrica convenzionale “Alessandro Volta” (sempre di proprietà dell’ENEL) sorta su parte del cantiere della centrale elettronucleare, che per diversi anni ha bruciato olio combustibile e metano e per tale ragione è stato motivo di preoccupazione per l’inquinamento atmosferico che provocava. La centrale termoelettrica ha iniziato la sua attività nel 1992 ma a causa della riduzione drastica della produzione dal 2014 è fuori servizio [4]. Nel Maggio 2016 è stato messo in vendita l'Impianto da Enel. La Centrale di Montalto risulta infatti uno dei 23 impianti del progetto “Futur-E” presentato da Enel che prevede la riconversione delle centrali [14].
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translation missing: en.models.conflict.attributes.investment_sum3,500 mln (7,000 miliardi delle vecchie lire, costo Il progetto e il cantiere). 3,500 mln € (costo riconversione)
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translation missing: en.models.conflict.attributes.affected_people13.000 (Comuni di: Montalto di Castro 9,000 abitanti, Capalbio 4,000 abitanti)
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translation missing: en.models.conflict.attributes.end_date21/04/1988
translation missing: en.models.conflict.attributes.companiesAnsaldo Impianti S.p.A - Italy - Costruttore
ENEL S.p.A. - Italy
translation missing: en.models.conflict.attributes.govt_actorsGoverno nazionale;

Parlamento italiano;

Consiglio di Stato;

Ministero dello Sviluppo Economico;

CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica); Regione Lazio;

TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio;

Provincia di Viterbo;

Comune e sindaco di Montalto di Castro.
translation missing: en.models.conflict.attributes.ejos* Partiti Radicale (www.radicali.it)

* Democrazia Proletaria (chiuso)

* Federazione Giovanile Comunista Italiana (interna al Partito Comunista Italiano – sciolto nel 1991)

* Partito dei Verdi nato nel 1986 (www.verdi.it)

* Legambiente - www.legambiente.it

* WWF - www.wwf.it

* Fare Verde - www.fareverde.it

* Italia Nostra - www.italianostra.org

* Coordinamento Nazionale Antinucleare Antimperialista

* Movimento Internazionale per la Riconciliazione - www.miritalia.org

* Comitato politico dell’ENEL

* Federazione Italiana Metalmeccanici - www.fim-cisl.it

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translation missing: en.models.conflict.attributes.reaction_idtranslation missing: en.models.conflict.attributes.during_reaction
translation missing: en.models.conflict.attributes.mobilizing_groupsContadini
Organizzazioni sociali locali
Governi locali / partiti politici
Sindacati
Scienziati / professionisti
Lavoratori industriali
Abitanti (cittadini/comunità rurali)
Pastori
translation missing: en.models.conflict.attributes.mobilizing_formsLavoro di rete/azioni collettive
Azioni artistico-creative (teatro guerrilla, murales, etc.)
Coinvolgimento delle ONG nazionali e internazionali
Blocchi (stradali, picchetti, etc.)
Occupazione di terre
Appelli/ricorsi/ azioni legali o giudiziarie
Presentazione osservazioni alla VIA-AIA
Elaborazione di documenti indipendenti (Report, dossier, note informative etc.)
Lettere e petizioni di reclamo

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translation missing: en.models.conflict.attributes.env_impactsVisible: Inquinamento atmosferico
Potential: Perdita di biodiversità, Insicurezza alimentare/Danni alle produzioni agricole, Contaminazione dei suoli, Fuoriuscite di contaminanti, Contaminazione delle acque di superficie e peggioramento della qualità dell'acqua, Contaminazione delle falde acquifere /Riduzione dei bacini idrici, Impatti sul sistema idrogeologico, Riduzione della resilienza ecologica/ idrogeologica
translation missing: en.models.conflict.attributes.hlt_impactsPotential: Incidenti/infortuni, Esposizione a fattori di rischio incerti o non conosciuti (radiazioni, etc.), Malattie professionali ed incidenti sul lavoro, Morti, Malattie legate alla contaminazione ambientale
translation missing: en.models.conflict.attributes.sec_impactsVisible: Perdita dei mezzi di sussistenza, Militarizzazione e aumento presenza/controllo militare e forze dell’ordine, Deterioramento del paesaggio
Potential: Aumento della violenza e della criminalità, Aumento dei problemi sociali (alcolismo, prostituzione, etc.), Aumento della corruzione/cooptazione dei diversi attori coinvolti

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translation missing: en.models.conflict.attributes.project_statusFermato
translation missing: en.models.conflict.attributes.conflict_eventsSentenze sfavorevoli alla giustizia ambientale
Promozione della cultura della pace
Nuove legislazioni/norme
Cancellazione del progetto
Rafforzamento della partecipazione
Riconversione della centrale elettronucleare in centrale termoelettrica convenzionale “Alessandro Volta”, che brucia olio combustibile e metano
translation missing: en.models.conflict.attributes.suggested_alternativesIl movimento antinucleare ha proposto e continua a proporre il modello alternativo basato sul risparmio energetico e sull’uso di fonti rinnovabili quali il solare e l’eolico. All’epoca della protesta contro la centrale di Montalto questa richiesta è stata al centro dell’attività del Comitato nazionale di controllo sulle scelte energetiche, formato anche da specialisti (fisici e ingegneri).
translation missing: en.models.conflict.attributes.success_leveltranslation missing: en.models.conflict.attributes.success
translation missing: en.models.conflict.attributes.success_reasonPer il movimento antinucleare è stata una grande vittoria perché il progetto (in fase di cantiere da molti anni) è stato bloccato.

translation missing: en.tasks.filter.sources_and_materials

translation missing: en.models.legislation.name

[3] Legge di conversione n.42 del 1989 “Conversione in Legge del Decreto-legge n.522 del 10/12/1988”
www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1989-02-11&atto.codiceRedazionale=089G0069&elenco30giorni=false

[1] Legge n.393 del 2 agosto 1975: “Norme sulla localizzazione delle centrali Elettronucleari e sulla produzione e sull’impiego di energia elettrica”
tavolotrasparenza.regione.campania.it/TavoloTrasparenza/Allegati/NormativaNazionale/file_11959_GNR.pdf

[2] Decreto-legge n.522 del 10 dicembre 1988: “Disposizioni urgenti in materia di politica energetica”
www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1988/12/12/088G0604/sg

translation missing: en.models.reference.name

[11] presentazione degli effetti biologici delle radiazioni ionizzanti_2
www.lns.infn.it/index.php?option=com_docman&task=doc_view&gid=281

[12] wikipedia – centrale elettronucleare – effetti sulla salute
it.wikipedia.org/wiki/Centrale_elettronucleare#Effetti_sulla_salute

[13] riassunto degli effetti causati sulla salute dalle centrali elettronucleari
www.nucleartourist.com/basics/environ1.htm

[4] articolo scientifico sugli effetti ambientali delle centrali elettronucleari
www.eolss.net/ebooks/Sample%20Chapters/C09/E4-23-03-03.pdf

[5] wikipedia (eng) – impatto ambientale dell’uso dell’energia nucleare
en.wikipedia.org/wiki/Environmental_impact_of_nuclear_power

[6] cronologia degli incidenti avvenuti nell’uso dell’energia nucleare - fino al 2007
www.fisicamente.net/SCI_SOC/index-1065.htm

[7] riassunto degli effetti causati sull’ecosistema dalle centrali elettronucleari
large.stanford.edu/courses/2011/ph241/jaffer2/

[8] World Nuclear Association - uso dell’energia nucleare - ambiente e salute
www.world-nuclear.org/info/Energy-and-Environment/Environment-and-Health-in-Electricity-Generation/

[9] presentazione degli effetti biologici delle radiazioni ionizzanti_1
www.ge.infn.it/~calvini/radiopr/radion.pdf

[10] articolo sugli effetti biologici delle radiazioni ionizzanti
siba.unipv.it/fisica/Scientifica%20Acta%20fascicoli%20divisi/VI/VI_1_I_Caprotti.pdf

translation missing: en.models.weblink.name

Sito a carattere divulgativo sull’energia nucleare
www.rosarioberardi.it/sitoberardi/centralielettrichenew/CENTRANUCLEA.html

Sito Greenpeace Italia – i rischi del nucleare
www.greenpeace.org/italy/it/campagne/nucleare/I-rischi

Blog contro l’uso dell’energia nucleare
www.autistici.org/controilnucleare

Sito contro l’uso dell’energia nucleare
www.nonucleare.it

Sito Rete Nazionale Antinucleare
http://www.nonukes.it

[14] Progetto Futur-e sulla Riconversione delle Centrali presentato da Enel
https://www.enel.it/it/futur-e.html

translation missing: en.models.medialink.name

“Festa della vita” a Montalto di Castro 20 marzo 1977
https://www.youtube.com/watch?v=l439dKskkmw

Sequenze tratte da” Montalto La tragedia” di Silvio Montanaro e Rebeca Samonà:
https://www.youtube.com/watch?v=aCogbbsYd_w

translation missing: en.models.document.name

http://archiveatlas.cdca.it/docs/damico1977-0320-montalto1.jpg

http://archiveatlas.cdca.it/docs/montaltodicastro002.jpg

http://archiveatlas.cdca.it/docs/montalto_86.JPG

translation missing: en.tasks.filter.meta

translation missing: en.models.conflict.attributes.contributorIvano Lonigro (CDCA)
translation missing: en.models.conflict.attributes.modified_at29/11/2016

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